PIEDE CAVO E PIEDE PIATTO

Il piede è molto di più di un organo deputato alla deambulazione e alla stazione eretta.

Il piede è sicuramente uno dei più importanti organi sensitivi del nostro corpo, ancora più importante della mano. Si può parlare del piede come di un organo recettoriale posturale che offre al cervello informazioni riguardanti il corpo stesso come la sua posizione nello spazio, il suo equilibrio e le sue oscillazioni.

Ecco perché non di rado le patologie che coinvolgono il piede possono trovare una spiegazione nella postura dell’individuo stesso o in altri casi possono esser la diretta causa di un’alterata postura.

Ricordo che tutti noi nasciamo con i piedi piatti. Questo ci fornisce un aiuto importante durante i primi passi: una pianta del piede più ampia ci aiuta nell’equilibrio durate i primi passi.

Verso gli 8 anni il piede del bambino subisce quelle modifiche che lo portano a diventare il piede dell’adulto e quindi, in teoria, un piede correttamente allineato. Nella realtà questo non avviene sempre e il piede tende a rimanere pronato.

Prima di parlare delle cause patologiche del piede cavo o piatto bisogna però avere chiari alcuni concetti di biomeccanica e cioe’ bisogna sapere che il nostro piede ha bisogno di essere cavo e piatto.

Infatti durante le fasi del passo il piede si comporta in appoggio come un ammortizzatore, diciamo pure “una molla” e quindi diventa piatto, mentre per permettere la fase di spinta, quindi propulsiva, deve trasformarsi in una leva rigida e per questo deve essere cavo.

Un piede cavo, quindi, ha un vantaggio funzionale nella fase di spinta ed uno svantaggio nella fase di appoggio in quanto non sarà “bravo” ad ammortizzare.

Il piede cavo è una deformità che può essere congenita o acquisita.

Il piede cavo è caratterizzato da un’accentuata arcata plantare, ma non è in realtà questa l’unica né la più importante caratteristica.

Un piede cavo infatti è caratterizzato dal tipico varismo del retropiede (il calcagno tende quindi a rivolgersi internamente) e da un abbassamento del primo metatarso con associata la griffe di tutte le dita.

Il piede cavo è molto meno comune del piede piatto, ma come il piatto, non è sempre indice di patologia. Si parla infatti di un piede cavo patologico quando le caratteristiche del cavismo diventano iper-espresse.

La classificazione del piede cavo è strettamente correlata alle sue cause che possono essere congenite o acquisite, sono varie e riconducibili in 3 grandi branche:

scheletriche;

neurologiche;

post-traumatiche.

l piede piatto o sindrome pronatoria è forse la più comune deformità del piede.

Il piede è costituito da circa 28 ossa, numerosi muscoli e articolazioni, ma in particolare sono 3 le strutture che vengono coinvolte quando si parla di piede piatto:

l’astragalo;

il calcagno;

il tendine tibiale posteriore.

Da un punto di vista puramente visivo infatti si vede un collasso dell’astragalo che tende a verticalizzarsi e una tendenza del calcagno a valgizzarsi.

Il tendine che più di tutti soffre per quest’alterazione della forma è il tibiale posteriore che si ritrova teso e stirato nel tentativo di sorreggere la volta plantare.

Usando una terminologia più semplice e meno tecnica il piede piatto si presenta con la tendenza della volta mediale ad appiattirsi e cedere verso l’interno, mentre il calcagno viene spinto per compenso verso l’esterno.

Il piede piatto rappresenta spesso più una caratteristica che una patologia.

La genetica riveste un ruolo importante e alla base di questa patologia, ma vi sono anche forme acquisite:

post-traumatiche;

legate ad altre patologie come l’artrite reumatoide;

neurologiche (molto più rare e più tipiche del piede cavo).

In riflessologia il piede piatto porta ad avere piu’ difficolta’ digestive.

In conclusione in risposta alla domanda: e’ piu’ problematico avere un piede piatto o cavo?

E’ piu’ problematico avere un piede cavo perche’ ha una minor superficie d’appoggio, quindi minor percezione e perche’ spesso e’ associato a cause neurologiche ben difficili da trattare.

Se pero’ non si hanno squilibri direttamente imputabili ad una o all’altra patologia non vedo il motivo per intervenire a correggere una o l’altra condizione.

Il corpo umano ha una capacita’ di adattamento unica e si deve intervenire a correggere le anomalie solo e unicamente se danno problemi.

Piuttosto consiglio di imparare a riconoscere come queste due condizioni, i muscoli e tendini coinvolti si riflettono sulla nostra postura e atteggiamento.

P.S. questo articolo e’ stato creato in risposta ad una domanda che mi e’ stata fatta in “Quora in italiano”: https://it.quora.com/%C3%88-pi%C3%B9-problematico-avere-il-piede-piatto-o-il-piede-cavo?ch=8&share=15435fe4&srid=u9impH

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